la proposta del gruppo misto di Legnago

Premessa

 

Il comune, inteso come ente coordinatore e motore dello sviluppo del territorio, deve dotarsi di una struttura interna in grado di rispondere al ruolo , in gran parte inedito e persino non codificato, che la crisi istituzionale, economica  e sociale richiedono.

La compagine amministrativa , allo stesso tempo, deve rielaborare le priorità per rispondere , in modo fattivo ed efficace, al decadimento dell’intero basso veronese e di Legnago in primo luogo.

In questo senso, si deve leggere   l’incarico della prof Messina, che dovrebbe  fornire uno strumento di analisi e di indicazioni, per un progetto condiviso basato su indagini scientifiche e giuridiche.

Infine, l’assunzione della responsabilità di ricercare un percorso comune con i comuni contermini e principalmente con Cerea, attraverso forme aggregative,  compresa la fusione, deve diventare, nei restanti anni del mandato amministrativo, linea prioritaria dell’amministrazione.

 

Priorità

– riorganizzazione interna: affidamento ad una società esterna l’indagine sui carichi di lavoro, per poter procedere , attraverso un confronto interno con dirigenti e sindacati, all’elaborazione di riorganizzazione del lavoro , coerente con  gli obiettivi in premessa e mediante tutte le forme moderne prestazioni lavorative.

-Non sfugge che il percorso non sarà agevole e nemmeno breve per cui è necessario creare da subito un nucleo operativo interno per l’innovazione , intesa nell’accezione più larga: dalla gestione dei servizi telematici interni alla raccolta e alla elaborazione dei dati, dai rapporti con gli enti locali alle scuole, dal rapporto con le associazioni produttive a quelle sociali e culturali. In sostanza, si tratta i improntare un vero e proprio settore (ufficio)con le finalità e l’intestazione che si occupi e coordini le succitate attività e progetti. Il nuovo servizio fa capo all’assessorato (assessore) al bilancio. Allo scopo, va individuata una posta di bilancio di almeno 50 mila euro in tempi utili.

– Un altro punto fondamentale è la funzione delle partecipate, in particolare di Legnago Servizi. E’ del tutto evidente l’intreccio sempre più stringente tra la finanza comunale e ruolo di Lese. Anche per queste ragioni, oltre a quelle precipue di salvaguardia ambientale, si rende necessario elaborare un piano di rilancio e ampliamento dei campi d’intervento e di una ricerca di collaborazioni e fusioni nell’ottica di potenziare lo spettro e la qualità dei servizi gestiti. Questo piano deve coinvolgere l’intero gruppo consiliare, gli organismi dirigenti delle partecipate e la giunta.

 

Queste priorità dovranno trovare avvio (e attuazione compatibile) entro i prossimi due massimo tre mesi. E sono condizione  necessaria per dare un senso per il proseguimento della nostra esperienza che, diversamente, dovrà terminare consensualmente o  comunque senza alcuna ulteriore trattativa.

 

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