sul significato del termine populismo

 

Storicamente il populismo è il “movimento politico russo della fine del 19° secolo che aspirava alla formazione di una società socialista di tipo contadino, contraria all’industrialismo occidentale” (Zingarelli). Il termine “populismo”, quindi, in origine fa rima con socialismo e ideologicamente ha una connotazione di Sinistra. Nel significato più esteso, riportato sempre da Zingarelli, denota l’ideologia caratteristica di un movimento politico e artistico “che vede nel popolo un modello etico e sociale”. In tale significato non solo esce dagli argini strettamente politici, ma ha una connotazione, nel campo politico, neutra. Pertanto se come movimenti artistici si potrebbero considerare populisti il Romanticismo e Neorealismo, in campo politico sarebbero populisti sia il Fascismo che il Laburismo.

In realtà oggi il termine “populismo” viene usato sempre più con significato spregiativo, come “atteggiamento politico demagogico che ha come unico scopo quello di accattivarsi il favore della gente”. Anche in tale significato il termine non ha alcun legame con una particolare ideologia politica tradizionale, sia essa di Destra che di Sinistra; prova ne sia che i rappresentanti politici di Destra e di Sinistra si scambiano accuse reciproche di populismo; ad esempio nel 2008 l’accusa di populismo, da parte del partito repubblicano, era diretta ad Obama perché prometteva di difendere i lavoratori dalla delocalizzazione delle imprese; in Italia Berlusconi da sinistra era accusato di populismo mediatico perché demagogicamente si accattivava il favore della gente attraverso i mass-media.

Il populismo (sia di destra che di sinistra) è caratterizzato da un rapporto diretto fra il leader e le masse di cui il populista si fa portavoce; ultimo esempio di politico in tal senso è Trump che in campagna elettorale si è rivolto ai suoi elettori dicendo: “I am your voice”.

Altro carattere del populismo è l’attacco all’establishment, cioè all’élite che costituisce la classe dirigente della società, unicamente interessata all’occupazione, alla gestione e alla conservazione del potere acquisito e accomunata dalla perdita di contatti con il popolo.

L’atteggiamento politico del populista è, invece, vicino al popolo, ma solo apparentemente, in quanto essendo demagogico, è teso ad accattivarsi il favore delle masse popolari “con promesse economiche e sociali difficilmente realizzabili”, per cui quando le parole al vento della campagna elettorale devono diventare fatti, non lo diventano.

Auguriamoci allora che Trump sia davvero populista perché se si realizzassero le sue promesse elettorali, la terza guerra mondiale sarebbe già alle porte!

Antonietta Rubiconto

 

 

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